Opera gagia
Videoregistrazioni: altro

Bocola, Antonio - Forte, Ciro

Opera gagia

Abstract: Il documentario ripercorre lo sgombero di un gruppo di Rom dal campo di via Ripamonti a Milano, nel dicembre del 2006 e lo spostamento nel Comune di Opera. Si ripercorrono le fasi dell'esodo, la loro drammaticità, gl'innumerevoli episodi d'intolleranza, ma anche l'aiuto dei volontari e di coloro che hanno tentato una mediazione fra culture diverse.


Titolo e contributi: Opera gagia : [Videoregistrazione] / regia di Antonio Bocola ; direttore della fotografia: Rocco Cirifino ; interviste e ricerche: Alfredo D'Amato, Francesco Scarpelli ; montaggio: Maurizio Grillo ; aiuto regia: Ciro Forte

Pubblicazione: : e-tica srl film division : Medialogo, Servizio audiovisivi, Provincia di Milano, 2007

Descrizione fisica: 1 videocassetta (Digital Betacam) (57 min.) : color. (Pal), son.

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nota:
  • " Opera Gagia” racconta i fatti seguiti allo sgombero con procedura d’urgenza, nel dicembre 2006, della comunità di settantadue Rom rumeni da uno degli accampamenti abusivi di Via Ripamonti a Milano, e le reazioni al loro trasferimento nei terreni temporaneamente loro destinati da Comune e Provincia di Milano nell’adiacente comune di Opera. Il film ricostruisce l’intera vicenda attraverso immagini di repertorio, interviste ai protagonisti e riprese all’interno della comunità Rom e tra gli abitanti del paese: dal corteo spontaneo di protesta radunatosi sotto la sede del Comune, e concluso con l’incendio delle tende allestite dalla Protezione Civile, ai presidi permanenti all’ingresso del campo; dall’immediato ciclone mediatico, che divide gli abitanti di Opera e l’opinione pubblica tra chi è “contro gli zingari” e chi invoca i nuovi “imprenditori politici della paura”, fino alla partenza volontaria dei Rom, stanchi del clamore e dei continui insulti, annunciato cinquantad e giorni dopo con una lettera aperta a tutta la cittadinanza gagia, cioè non-zingara. “Opera Gagia” ripercorre attraverso le voci dei protagonisti le tappe dell’affermazione di una non-identità come soluzione di un conflitto sociale e culturale, a Opera come a Milano, attraverso la vittoria delle divisioni e delle solitudini.
  • Antonio Bocola (Napoli,1967) vive e lavora a Milano. Diplomato all’Itsos di Milano, cresce professionalmente allo Studio Pontaccio, dove lavora come come aiuto regia di Marco Bechis e segue la produzione di diversi programmi TV di successo: Alla ricerca dell’arca, Tandem, Fantastico, Automia, Mente fresca. Dal 1990 ha lavorato come Aiuto Regista/Producer per diverse case di produzioni e pubblicitarie, ed è stato consulente e collaboratore di Studio Azzurro per video/installazioni interattive. Da molti anni lavora con Paolo Vari, con il quale ha firmato documentari, fiction e programmi TV. Nel 2004, realizza con Vari il lungometraggio Fame chimica (2004), selezionato al 60° Festival Internazionale del Cinema di Venezia e vincendo, lo stesso anno, il Festival di Annecy, in Francia. I loro i lavori precedenti sono Potrei credere solo a un Dio che sapesse danzare (1996), Pompeo (1998), Lavori in corso (1998). Per la televisione è autore di Solletico, Nuovo Millennio, le Jene. Di I love Italy - la prima docusoap italiana, e di Metti... Un posto al sole, è autore e regista. Ultimi lavori per Rai Due e per Rai Sat Arte, con documentari sul design italiano e per Galatea, inoltre firma per la Fondazione Prada un documentario sull’artista Usa Tom Sachs. Firma come art director alcune produzione di la 7 tra cui Crozza Italia e Mitiko.
  • Francesco Scarpelli (Milano, 1965) giornalista, sceneggiatore e autore televisivo, collabora con Antonio Bocola da dieci anni. Nel 1996, con Bocola e Paolo Vari, scrive il documentario sul teatro italiano d’avanguardia Potrei credere solo a un Dio che sapesse danzare. Nel 1997/1998, con gli stessi registi, scrive i mediometraggi Fame chimica e Pompeo, e nel 2001, è autore e sceneggiatore della docusoap I love Italy – Italiani d’America (Camera GP, Tele+, TSI). Nello stesso anno è autore e coregista, con Marco Carraro, Emiliana e Paolo Poce, di Racav Lavor / Cerco Lavoro, documentario sugli zingari di Milano. Nel 2004 firma con Paolo Poce, Porrajmos, una persecuzione dimenticata, documentario sul genocidio nazifascista degli zingari europei. Sempre con Bocola e Vari ha firmato dialoghi e sceneggiatura del lungometraggio Fame Chimica; con Tekla Tidelli ha firmato il lungometraggio FuoriVena (2005), selzionato al 58° festival del Cinema di Locarno.
  • Alfredo D’Amato, giornalista professionista, è nato a Milano 39 anni fa.Ha cominciato la sua attività di indagine investigativa e divulgativa sui fenomeni criminali a Milano, alla fine degli Anni Ottanta, lavorando con Nando dalla Chiesa per il mensile Società Civile. Sotto la direzione di Indro Montanelli, è stato cronista di "Nera" per il Giornale. Per dieci anni ha lavorato in Rai, prima con il regista e autore Gilberto Squizzato, realizzando una serie di docu-movie, vere e proprie inchieste giornalistiche, raccontate con un linguaggio cinematografico. Poi, è stato redattore del Tg3 Regionale e dei Servizi Speciali della Testata giornalistica regionale della Rai. Negli ultimi due anni, ha ricoperto l’incarico di Responsabile della Comunicazione e di Addetto Stampa della Presidenza del Consiglio comunale di Milano. Oggi, fa parte del pool di giornalisti che ha fondato il nuovo quotidiano milanese Cronacaqui, dove lavora come cronista di "Giudiziaria".

Nomi: (Regista [Direttore]) (Fotografo) (Altro) (Regista [Direttore]) (Autore) (Altro)

Soggetti:

Classi: 305.891

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Seconda data: 2007

Sono presenti 2 copie, di cui 0 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Medialogo M 00465 Videocassetta (DIGITAL BETACAM) master GEN-5798 Su scaffale Disponibile
Medialogo D 00126 AVI GEN- Su scaffale Disponibile
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